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La timidezza può fare miracoli!

Il racconto di Livia ispirato da un'esperienza autobiografica

Qual è il momento della mattinata scolastica preferito dagli studenti? Certamente la ricreazione quando si può chiacchierare con gli amici,scendere in cortile e poter ammirare quel ragazzo che ha rapito il nostro cuore…
Anche per Lavinia era così e appena la professoressa di latino e greco diede il permesso agli alunni di iniziare a ricrearsi,prese per mano la sua amica Vittoria e iniziò a correre per le scale per raggiungere il cortile dove avrebbe visto lui.. il ragazzo di cui era innamorata da circa un anno ma con cui non era mai riuscita a trovare una scusa per parlare: Lavinia infatti era una ragazza molto timida e al contrario delle altre tendeva a nascondersi più che a mettersi in mostra e fare la prima donna. Con le persone che conosceva era molto estroversa ed era una di quelle amiche difficili da trovare che per qualsiasi cosa era sempre presente. Inoltre con le sue battute faceva ogni volta morire dal ridere tutti i suoi amici.. peccato che per quanto riguardasse i ragazzi aveva un blocco perché si riteneva brutta,nonostante non fosse così.
Nonostante i suoi 16 anni non aveva mai avuto un ragazzo,strano a sentirsi dire di questi tempi dove le ragazze sono “fidanzate” già a 13-14 anni.
Lavinia e Vittoria arrivarono in cortile dove si misero al loro solito posto in attesa che arrivasse lui..
“Ehi Lavinia,dai oggi prova a guardarlo per una volta,invece di girarti e dargli le spalle come al solito” disse Vittoria all’amica.
“Hai ragione Vitty ma non ce la faccio a sostenere il suo sguardo,cavolo quanto vorrei essere come le altre così estroverse!”
Mentre diceva questo scese in cortile Guido e Lavinia incrociò i suoi occhi freddi come il ghiaccio.. la tentazione di Lavinia sarebbe stata quella di voltarsi perché si vergognava a guardarlo negli occhi e sapeva che sarebbe diventata rossa come un peperone, però si ricordò di quello che le aveva detto Vittoria e decise di sfidare se stessa e per una volta cercare di far capire al ragazzo a cui andava dietro da troppo tempo che esisteva anche lei.
Guido si avvicinò agli amici e iniziò a parlare con loro del più e del meno: i risultati delle partite di serie A svolte il giorno prima,l’interrogazione di storia dell’arte in cui era riuscito a strappare alla professoressa un 6.. ma mentre parlava con gli amici Guido si accorse che una ragazza ogni tanto lo guardava,quella ragazza che di solito stava girata e che raramente si voltava verso di lui.
La guardò e trovò in lei qualcosa di particolare nei gesti,nella risata mentre parlava con l’amica e poi una cosa lo colpi più di tutte: che stranamente lei non fumava diversamente dalla maggior parte delle ragazze che conosceva che lo facevano per darsi un tono e sembrare più grandi.
Guido notò anche che lei lo iniziò a guardare e per vedere la sua reazione si voltò e la fissò negli occhi. Ma lei abbassò subito lo sguardo ed arrossì,poi si voltò e ricominciò a parlare con l’amica.
Il fatto che Lavinia arrossì fece sorridere Guido a cui non era mai capitata una cosa del genere: di solito le ragazze cercavano di “rimorchiarlo” andando a parlare con lui anche se non lo conoscevano .
“che strana quella ragazza,però mi fa tenerezza il fatto che sia arrossita,deve essere molto timida” pensò Guido.
“Ehi ma ci stai ascoltando???” disse Marco,dando un colpetto sulla spalla a Guido.
“Certo ,scusate mi ero un attimo distratto .. ero soprappensiero” rispose Guido
“Non ce la racconti giusta…comunque volevamo sapere,visto che domani c’è assemblea, che ne dici di vederci qui davanti scuola alle 9.30,rimanere un po’ e verso le 11.00 andarci a fare un giro in centro?”
“Ma certo, bella idea Marco, ci sto!” e mentre Guido disse questo suonò la campanella che annunciava la fine della ricreazione.
Lavinia e Vittoria appena sentirono il suono della campana si affrettarono a tornare in classe. Mentre salivano le scale Lavinia disse: “Oddio Vitty non puoi capire che imbarazzo: si è accorto che lo guardavo e io sono diventata rossa come un peperone, che figuraccia!!!!!!”
“Ma dai, che dici! E poi anche se se ne è accorto, era ora: almeno adesso forse ha capito che gli piaci o nella peggiore delle ipotesi si è accorto che esisti” rispose Vittoria rincuorando l’amica.

Lavinia ripensò tutto il giorno allo sguardo dolcissimo di Guido e come al solito aveva la testa tra le nuvole e non si accorse che la madre la stava chiamando per dirle che c’era al telefono Vittoria..
Ad un certo punto i suoi pensieri furono interrotti dalla porta della sua stanza che si spalancò e dalla mamma infuriata che le disse: “Laviniaa!! È da due ora che ti sto chiamando per dirti che c’è Vittoria al telefono, ma dove hai la testa????” “Scusa mamma!”
“Ehi ce l’hai fatta a rispondere eh? Beh non voglio sapere a cosa pensavi anche perché lo immagino… comunque ti volevo chiedere se domani vai all’assemblea” disse una voce dall’altra parte del ricevitore.
“Boh non lo so. Tu che fai, ci vai? Perché io sono indecisa” chiese Lavinia a Vittoria
“Ma si dai andiamo, così magari dopo facciamo una passeggiata. Vediamoci alle 9.30 davanti scuola, se per te va bene”
“Ma certo, allora a domani”
“Ok, nel caso abbia qualche problema ti mando un sms”
“Va bene Vitty, buonanotte”
“Ciao bella, notte anche a te e non pensare troppo a tu-sai-chi”
Dopo la telefonata Lavinia si preparò per andare a dormire, non sapeva che il giorno seguente non l’avrebbe dimenticato facilmente.

Lavinia arrivò davanti scuola alle 9.30 e già c’era parecchia gente nel cortile esterno, ma Vittoria stranamente non era ancora arrivata, così decise di sentire un po’ di musica con il suo i-pod mentre aspettava l’arrivo dell’amica.
Lavinia era soprappensiero come al solito e avendo le cuffie nelle orecchie non si accorse che Guido stava arrivando con la moto e per poco non la investiva.
A Lavinia prese un colpo. Guido scese dalla moto appena parcheggiata e si avvicinò a lei e le disse: “Oddio scusami se ti stavo per investire, ma non ti ho proprio vista. Spero di non averti spaventata”
Lavinia si fece forza e parlò nonostante il suo grande imbarazzo: “No tranquillo la colpa è mia che sono sempre sbadata, non ti preoccupare” e fece un grande sorriso anche se era arrossita e la sua faccia diventava sempre più simile alla maglietta rossa di Guido...
Guido rimase colpito dal bellissimo sorriso della ragazza e anche dalla sua dolce timidezza. Tese la mano a Lavinia e disse: “ Piacere io sono Guido, tu come ti chiami?”
“Io sono Lavinia, piacere”
Intanto i pensieri che affollavano la testa di Lavinia erano più o meno questi: “O mio Dio,sto parlano con LUI!! Sicuramente sono diventata rossa ma non me ne frega nulla, devo cercare di non fare figuracce e di parlare con lui tranquillamente”
I suoi pensieri vennero interrotti dalla voce di Guido: “Anche tu sei qui per l’assemblea?”
“Sì, stavo aspettando una mia amica, ma stranamente è in ritardo. Ora la chiamo per sentire se viene”
Lavinia prese il suo cellulare e trovò un sms di Vittoria che le diceva che alla fine aveva deciso di rimanere a casa perché non si sentiva molto bene.
“Ah ecco svelato l’arcano!” disse Lavinia.
“Che è successo?” chiese Guido.
“Mi è arrivato un messaggio della mia amica che dice che non viene più”
“Ah, quindi sei sola?”
“Sì, poi non so se incontrerò qualche mio compagno di classe. E tu?”
“Io in teoria sto con i miei amici però non ho molta voglia di assistere all’assemblea… che ne dici se ci andiamo a prendere qualcosa da bere al bar?”
Lavinia rimase di stucco quando sentì la proposta di Guido ma, nonostante fosse stupita, accettò molto timidamente e i due si ritrovarono a chiacchierare del più e del meno al bar.
Parlarono di scuola, degli amici, dei loro hobby e Lavinia riuscì, nonostante la sua timidezza, a parlare come se stesse al bar con un vecchio amico.
Anche Guido si trovò benissimo a parlare con quella ragazza: la trovò molto simpatica e matura rispetto alle ragazze della sua età.
Lavinia e Guido si trovarono talmente bene a parlare insieme che il tempo passò molto in fretta e si fecero le 11.00. Guido si ricordò anche che aveva dato buca agli amici e scoppiò a ridere seguito a ruota da Lavinia.
“Troverò un modo per farmi perdonare dai miei amici,tranquilla” disse Guido.
“Lo spero per te” rispose lei ridendo e continuò dicendo “Mi sa che ora devo tornare a casa, si è fatto tardi”
“Se vuoi ti posso dare uno strappo con la moto”
“No dai non ti disturbare, vado a piedi” rispose Lavinia rifiutando gentilmente la proposta.
Ma Guido insistette così tanto che Lavinia cedette alla gentilezza del ragazzo che la accompagnò a casa in moto.
A Lavinia sembrava di vivere un sogno: stava sulla moto con il ragazzo di cui era innamorata e si sentiva felice. Il vento le accarezzava il viso e le smuoveva i capelli, non si era mai sentita così: era una sensazione fantastica e il cuore le batteva a 1000.

Arrivati sotto casa di Lavinia, Guido parcheggiò la moto. Ci fu un momento di silenzio tra i due finché Guido non parlò: “È stato un piacere conoscerti Lavinia, spero che ci saranno altre occasioni per vederci”
Lavinia sentite queste parole arrossì e pensò: “Maledetta timidezza!”
Guido se ne accorse e non riuscì a resistere: quella ragazza lo attraeva troppo, specialmente per i suoi modi di fare e per il suo carattere che lui reputava tipico di una ragazza ma che ora, con il passare degli anni, era stato bandito come modello dalle adolescenti che erano sempre più spigliate.
Senza pensarci due volte Guido si avvicinò sempre di più a Lavinia e la baciò cogliendola alla sprovvista.
Lavinia credeva fosse impossibile, ma si sentiva diversa: era la prima volta che baciava un ragazzo e poi lui era stato così dolce...
“Perché l’hai fatto??” chiese lei stupita.
“Perché mi piaci un sacco. Sei una ragazza fantastica a partire da come la pensi, dalla tua simpatia e poi la tua timidezza è così bella… sei diversa dalle altre: ecco cosa mi ha colpito di te”

Livia

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